Luca N.

La immagino con la tazza di tè fumante in mano, Giulia, e il gatto che fa le fusa tra le gambe, mentre legge al PC il nostro manoscritto.
Poche note, ma che mi hanno cambiato il modo di vedere il testo: “Questa è una conversazione rarefatta, astratta. Manca il corpo. Adelaide, quando arriva a casa, getta la giacca sul divano? La ripiega con cura, sistema il tailleur sulla gruccia?”
Da lì il nostro romanzo è lievitato come la torta della nonna, fino a diventare profumato e gustoso.
A proposito di nonna: “Le tagliatelle di nonna Pina è del 2003, quindi negli anni ‘90 quando Lamandini sta parlando, non esiste ancora”. Non le sfugge niente, mannaggia…